Il punto di partenza per me è sempre questo: la scoperta di sé, delle proprie possibilità e dei propri limiti, al fine di esprimere e comunicare.
Copeau diceva che :“ La qualità umana dell’attore è elemento primo delle dignità estetica della sua arte”.
Quello con il pubblico infatti è uno scambio “naturale”, come avviene fra due persone che si stanno conoscendo.
Ognuno di noi possiede un potere comunicativo e in questi tre mesi cercheremo di capire insieme come sfruttare al meglio i nostri mezzi espressivi.
Ad esempio attraverso il training si mira a conoscere e sbloccare le sfere emozionali e a raggiungere la propria verità.
Con le improvvisazioni invece si può arrivare alla creazione di situazioni, all’invenzioni di personaggi fino alla scrittura drammatica.
Questo per me è il lavoro dell’attore, che non può prescindere dalla ricerca del vero.

Sono sempre più convita che “ridere sia una cosa seria”.