Il corso ha come obiettivo il raggiungimento della verità davanti alla macchina da presa.

Il training collettivo e le esercitazioni individuali consentiranno a ciascun attore di acquisire gli strumenti fisici e vocali per avere una recitazione intima e credibile adeguata al linguaggio cinematografico. Gli attori, prima dell’inizio del corso, dovranno studiare dialoghi, proposti dall’insegnante, tratti da testi drammaturgici contemporanei o da sceneggiature. Lo studio dei personaggi sarà articolato utilizzando anche il metodo di Susan Batson.

Gli attori avranno modo di sperimentare la loro recitazione davanti alla macchina da presa, fino ad arrivare alla fase di verifica del proprio lavoro che consisterà nel rivedere, sotto la guida dell’insegnante, le scene girate per analizzarne pregi e difetti e prendere consapevolezza delle proprie particolarità̀, vocali ed espressive, in rapporto alla mdp.

Lo spazio teatrale è uno spazio concreto, del quale l’attore ha un’immediata esperienza fisica.

Lo spazio cinematografico, invece, è uno spazio “virtuale”, strutturato da regole precipue e molto precise. Fra di esse, il concetto della distanza apparente è uno strumento irrinunciabile. L’inquadratura cinematografica è definita dagli obiettivi, dall’angolatura, dai movimenti di macchina. La distanza fisica dell’attore dalla mdp non è la distanza “reale”. Si studieranno, dunque, i diversi piani e campi di ripresa per avere una totale consapevolezza della richiesta espressiva adeguata alle diverse inquadrature.

Come l’espressività fisica anche quella vocale deve essere calibrata in relazione al mezzo cinematografico. I microfoni utilizzati per le riprese necessitano comunque di una voce sostenuta e timbrata, ma impostata secondo modalità differenti da quelle richieste alla voce dalle dimensioni dello spazio teatrale. La tendenza errata di “andare sui fiati” per avere un effetto “naturale” rende poco professionali anche attori di talento. La formazione vocale teatrale è, tuttavia, una grande risorsa se modulata in funzione della registrazione in presa diretta.

La finalità principe del corso è dare agli attori non solo una solida preparazione tecnica, ma anche la conoscenza delle modalità per poter accedere al mondo del lavoro cinematografico e televisivo.

Fondamentale, quindi, la parte finale del corso che prevede la simulazione di un provino cinematografico e l’organizzazione del materiale di ciascun attore: strutturazione del curriculum, selezione delle fotografie per il book e scelta dei materiali video da inserire nello showreel.

I provini cinematografici hanno regole e tappe precise.

Il più delle volte si articolano in tre fasi che vengono sempre video-registrate.

Generalmente l’attore viene chiamato ad un incontro con il casting director con cui si fa un’intervista video da sottoporre all’attenzione del regista. A questa fase segue un provino su parte ed infine il call back: l’ultimo banco di prova, quando la scelta del regista si è, finalmente, orientata su una rosa molto ristretta di attori. Obiettivo di questa fase del corso è la preparazione degli attori ad affrontare con professionalità le prove, le difficoltà o le occasioni presentate da ciascuna delle fasi della selezione.

A volte non abbiamo una reale consapevolezza della nostra fisicità̀ e della nostra espressività̀, soprattutto non possiamo immaginare quello che potremmo essere all’interno di un racconto cinematografico. Spesso si compie l’errore di cercare di nascondere i propri punti deboli dentro il barattolo dei complessi, un barattolo di vetro che, per fortuna, rende visibile la propria singolarità̀ ed è proprio quella ad imporsi, magicamente, all’immaginario del regista.

 

Anna Gigante, regista, attrice e sceneggiatrice, si Laurea in Sociologia e si Diploma all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Prosegue i suoi studi di recitazione con Susan Batson alla “Black Nexxus” di New York. Lavora come attrice di Teatro, Cinema e Televisione. Dal 2003 insegna recitazione cinematografica. Nel 2010 debutta alla regia con il cortometraggio Linea Nigra, da lei anche scritto e interpretato, selezionato alla 67th Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia. Per questa prima opera vince una borsa di studio in regia cinematografica alla New York Film Academy di New York. Nel 2016 realizza il suo secondo corto A metà luceche, oltre alla nomination come miglior cortometraggio ai David di Donatello 2016, partecipa e vince importanti riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale.